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Pescara, 23/09/2020
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Data: 21/01/2016
Testata giornalistica: Il Messaggero
Statali, sì al decreto sui licenziamenti un piano esuberi per le partecipate. Previsti anche sei mesi di mensilità di multa per il danno d’immagine.

ROMA Licenziamenti rapidi per i dipendenti che barano con il cartellino e tentativo di riordino della giungla delle società partecipate, con conseguente piano di gestione dei lavoratori in esubero: sono le due misure simbolo del primo pezzo di riforma della Pubblica amministrazione che si avvia ad andare in porto, quasi sei mesi dopo l’approvazione in Parlamento del disegno di legge Madia. In attuazione di quella delega, il Consiglio dei ministri ha approvato nella tarda serata di ieri dieci decreti legislativi e un regolamento. Ora è previsto il passaggio in Parlamento.
Diversi provvedimenti toccano il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, con l’obiettivo di velocizzare e semplificare; altri puntano ad avviare un ridisegno del certo non esile apparato statale. Ma l’attenzione si concentra probabilmente sul testo più scarno che è anche l’ultimo messo a punto, su impulso diretto del premier Renzi: quello che in un solo articolo rivede ed inasprisce le sanzioni contro i dipendenti pubblici che si rendono protagonisti di episodi di assenteismo in flagranza come quelli del Comune di Sanremo.
Per loro scatterà la sospensione dal servizio entro le 48 ore, mentre il procedimento per il licenziamento dovrà concludersi al massimo in 30 giorni. Il concetto di “falsa attestazione di presenza” viene reso più preciso e stringente in vista dei possibili ricorsi giudiziari. Ma se il comportamento fraudolento sarà accertato gli interessati dovranno anche risarcire il danno di immagine, commisurato alla «rilevanza del fatto per i mezzi di informazione». L’ammontare lo deciderà il giudice della Corte dei Conti, ma non potrà comunque essere inferiore a sei mensilità di retribuzione, oltre a spese e interessi.
Le nuove norme sono solo un assaggio del futuro testo unico del pubblico impiego, che arriverà nei prossimi mesi, con le altre novità per dipendenti e dirigenti. Anticipa il futuro riassetto anche il decreto sui manager di Asl e ospedali che si pone l’obiettivo di contrastare i fenomeni di lottizzazione. I direttori generali dovranno essere scelti da un albo nazionale e decadranno in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi oppure di mala gestione.
IL DISBOSCAMENTO La genesi più complessa, tuttavia, l’ha avuta senza dubbio il decreto per il riordino delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni. Una pletora di ottomila società che, nei piani del governo, dovrebbero essere ridotte nel giro di qualche anno a poco più di mille, con un tagli altrettanto drastico sulle 26 mila poltrone di amministratori e presidenti. Gestire questo disboscamento non sarà semplice, perché in queste società lavorano quasi un milione di persone. Il rischio, insomma, è quello di creare un grande numero di esuberi. Proprio per questo il progetto del governo prevede un piano, mutuato da quello già attuato per le Province, per gestire il personale in eccesso.
I TEMPI Entro sei mesi le società dovranno comunicare al nuovo organo di vigilanza che sarà creato presso il Tesoro, il loro fabbisogno di dipendenti e, dunque, anche quanti sono gli esuberi. Per questi scatterà una mobilità obbligatoria e potranno essere riassorbiti da altre società partecipate dalle amministrazioni pubbliche. Non solo. Se una società dichiara di aver bisogno di nuovo personale, prima di poter assumere un dipendente dovrà prioritariamente andare a pescare nell’elenco degli esuberi delle altre partecipate. È prevista anche la possibilità per i Comuni di riassorbire personale esternalizzato negli anni scorsi. Ci sarà anche una clausola sociale. Se una municipalizzata perde un appalto a favore di un’altra società, quest’ultima dovrà assorbire il personale che lavorava a quel servizio.

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