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Pescara, 27/09/2020
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Data: 21/01/2016
Testata giornalistica: Il Messaggero
La rabbia di disabili e pensionati. Il taglio delle ore di assistenza domiciliare scatena la protesta. Carrozzine determinate e lo Spi Cgil assediano il Comune (Guarda il servizio trasmesso da Rete8)

IL WELFARE CANCELLATO «Sono 143 i pazienti rimasti senza protezione», l’annuncio del nuovo appalto e l’arrivo dei soldi non placano gli animi.

Non è bastata la variazione di bilancio da un milione e 700 mila euro, la manovrina approvata a dicembre le per ripristinare le 1.500 ore di assistenza domiciliare garantite fino al 2015; non è bastato neanche l’annuncio del reintegro delle ore di assistenza da febbraio, dopo 15 giorni di riduzione parziale, a rassicurare gli animi di disabili e operatori sociali. E ieri mattina le Carrozzine determinate di Claudio Ferrante e il sindacato pensionati di Cgil, nonché Cgil Funzione pubblica Pescara, si sono ritrovati sotto il Comune di Pescara per un duro sit-in di protesta, non vedendo più garantiti i livelli essenziali di welfare: «A settembre - tuona il presidente di Carrozzine determinate - ci venne assicurato che non ci sarebbero stati tagli all’assistenza sociale e invece, sono dovuti ricorrere a una variazione di bilancio insufficiente e ora abbiamo i tagli sulle ore, parziali o totali, a carico di 143 pazienti. È inaccettabile».
Ad ascoltare attentamente le ragioni dei manifestanti, c’era l’assessore comunale alle Politiche sociali Giuliano Diodati il quale ha aperto le porte del Municipio, rispondendo alle contestazioni avanzate: «Grazie alla variazione - spiega - l’esecutivo ha tenuto fede all’impegno di ripristinare le risorse e mettere riparo ai tagli dolorosissimi, che non abbiamo potuto evitare. Questo ora ci consente di riallargare il monte ore dell’assistenza sociale da febbraio, ma contiamo di trovare una soluzione anche per coprire i giorni di gennaio».
IL NODO DEGLI ANZIANI In effetti il nodo sembrano essere proprio questi ultimi quindici giorni del mese, non coperti dalla proroga del contratto (scaduto il 31 dicembre scorso) concessa fino al 15 gennaio alla cooperativa Polis che gestiva il servizio, nei quali si è abbattuto il taglio dell’assistenza domiciliare su 56 utenti e la riduzione di alcune ore su altri 87 dei circa 300 assistiti: «Non possiamo lasciare sole queste persone - ammonisce Paolo Castellucci, segretario provinciale dello Spi-Cgil -, mettendo a rischio la loro salute. Perché non cambiare un anziano, non lavarlo, vuol dire esporlo a rischi in presenza di infezioni e piaghe da decubito. Il sindaco emani un’ordinanza d’urgenza per ripristinare subito le ore».
Proprio ieri pomeriggio è stata aperta l’ultima busta della gara d’appalto che, per i mesi di febbraio e marzo, ha nuovamente assegnato il servizio alla cooperativa Polis: «La commissione - precisa Diodati - ha proceduto all’aggiudicazione provvisoria alla ditta che ha proposto la prima migliore offerta. Questo consentirà di riespandere le ore di servizio, in vista della nuova gara che riguarderà l’assistenza da aprile in poi». Ai manifestanti, si aggiungono le critiche del Gruppo consiliare di Ncd: «Tutto dovuto - attacca il capogruppo Guerino Testa - ad una cattiva programmazione dell’amministrazione comunale, che ha fatto una variazione di bilancio per i concerti natalizi quando avrebbe potuto farla per garantire il servizio anche a gennaio».

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