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Pescara, 27/09/2020
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Data: 22/01/2016
Testata giornalistica: Il Centro
«Sotto Ancona no». L’Abruzzo contro la riforma sui porti. Il Piano inserisce Ortona e Pescara (Vasto?) nell’Autorità marchigiana, ma la Regione vuole a tutti i costi Civitavecchia

Il consigliere D’Alessandro: D’Alfonso dirà al ministro Delrio che noi saremo il mare Adriatico di cui ha bisogno la città laziale e il ponte verso i Balcani: lui di sicuro condividerà

PESCARA «Sull'autorità portuale l'Abruzzo ha scelto Civitavecchia. Con le Marche possiamo stringere altre sinergie». E’ perentorio il consigliere regionale Camillo D’Alessandro (Pd), con delega ai Trasporti, sul Piano della riforma dei porti approvato dal consiglio dei ministri. Una riorganizzazione (vedi tabella accanto) che vede il porto di Ortona inserito nell’autorità di sistema portuale n° 12 “Mare Adriatico Centrale”, con sede Ancona e che comprende Pescara, oltre che San Benedetto Falconara, e Pesaro. Le Marche, dunque, e non Civitavecchia come aveva invece spinto la Regione individuando nel porto laziale il corridoio ideale di scambio Tirreno-Adriatico. Una soluzione che penalizzerebbe l’Abruzzo poiché comanderebbe Ancona ed i porti marchigiani sono in concorrenza con Ortona e Pescara, e poi perché impedirebbe prospettive. «Sono le Regioni che con proprio atto decidono di aderire ad una Autorità portuale piuttosto che ad un'altra. Noi saremo il mare Adriatico di cui ha bisogno Civitavecchia, realizzando così il collegamento tra i due mari, Adriatico e Tirreno, e poi ponte verso i Balcani», ribatte D’Alessandro ponendo di nuovo l’Abruzzo controcorrente verso una scelta del governo (vedi trivellazioni, e più di recente la questione inceneritore). Singolare il fatto che nel piano non ci sia traccia del porto di Vasto. Eppure la riforma delle Autorità portuali era attesa dieci anni. Per prima cosa cambia la governance, all'insegna del fare sistema: previste 15 Autorità di sistema portuale a l posto delle attuali 24 Autorità portuali. Due saranno a cavallo fra due regioni, l'Autorità di sistema portuale del Mar ligure orientale La Spezia che comprende anche Marina di Carrara e l'Autorità di sistema portuale dello stretto Gioia Tauro che mette insieme Reggio Calabria e Messina. «La sfida è quella del confronto con le grandi potenze portuali del mondo, il Nord Europa, il Nord Africa, il Pireo, il Far East», spiega il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Ogni Autorità di sistema portuale, con funzioni strategiche di indirizzo, programmazione e coordinamento degli scali compresi nella propria area, sarà governata da un presidente, nominato dal ministro d'intesa con il governatore della Regione o delle Regioni coinvolte, supportato da un Comitato di gestione molto più snello degli attuali Comitati portuali ( si passa da circa 336 membri a 70) e in cui siederanno solo rappresentanti pubblici, mentre gli operatori saranno coinvolti con un Tavolo di partenariato, con funzione consultiva. Ma l’Abruzzo, così come la Sardegna, ha già detto no. «Il presidente D'Alfonso lo preciserà al ministro Delrio, che di sicuro condividerà la nostra impostazione», è fiducioso D’Alessandro secondo cui «Ancona ha una sua naturale autonomia non estendibile sulla portualità abruzzese». La Regione intende esercitare le sue prerogative sulla scelta della sede maggiormente adatta a garantire una gestione equilibrata del sistema portuale nel suo complesso, così come sull’inserimento di porti economicamente rilevanti e attualmente non ricompresi (Vasto?). «L'interesse dell'Abruzzo si chiama Civitavecchia», prosegue D’Alessandro, «ora il punto è stabilire le modalità di alleanza con l'Autorità portuale di Civitavecchia, un'alleanza amministrativa tra due autonomie o in alternativa un’unica autorità portuale interregionale. La scelta dipenderà dal rapporto costi/benefici per il sistema portuale abruzzese ma in entrambi i casi la scelta c'è ed è Civitavecchia».

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