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Pescara, 23/09/2020
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Data: 22/01/2016
Testata giornalistica: Il Centro
Municipalizzate: subito da ottomila a mille. Via le “scatole vuote” e quelle con fatturato sotto il milione di euro. Sanzioni per gli assenteisti. Ma il capufficio rischia di più

ROMA Confermata la scure sulle partecipate pubbliche che passeranno da «ottomila a mille» ha annunciato il premier e la prima lista di scatole vuote da chiudere, spiega il sottosegretario alla Pubblica amministrazione Angelo Rughetti, arriverà a breve, «entro 90 giorni». Tanto che le novità trovano il plauso dell’ex commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli: «Mi sembra che riprendano molte delle indicazioni della mia revisione della spesa». A vigilare sui tagli, con poteri ispettivi e sostitutivi, di commissariamento, sarà, ha ufficializzato il ministro Madia, «una struttura del ministero dell’Economia». Si chiude così la querelle sulla collocazione del nuovo organo di vigilanza. Si era parlato anche di un suo posizionamento a palazzo Chigi posto che, ha più volte precisato il governo, in ballo non c’è il controllo delle società. E poi il potere dell’ufficio di monitoraggio sarà esercitato soprattutto sulle municipalizzate, che sono le società dove il rischio chiusura è più forte (le quotate invece sono escluse dal decreto). Le amministrazione dovranno ora fare una ricognizione delle partecipate pubbliche e, passato un anno, eliminare quelle non strettamente necessarie o che contano più amministratori che dipendenti. Si dovrà anche fare piazza pulita delle imprese con fatturato sotto il milione di euro, le scatole vuote, quelle inattive e quelle che non producono servizi indispensabili alla collettività. Il provvedimento non piace alla Cgil che lancia l’allarme per «100mila lavoratori» a causa della sforbiciata.

Pin e recapito elettronico entro il 2017. Accesso agli archivi Stipendi dei vertici pubblicati in rete

ROMA Ogni cittadino avrà il proprio “domicilio digitale”, ossia un recapito elettronico entro il 2017. È questa una delle principali novità del nuovo Codice dell’amministrazione digitale. Tra i punti salienti il rafforzamento dei pagamenti elettronici (si potranno usare le prepagate telefoniche) e il lancio del Pin unico. C'è poi il potenziamento dei sistemi di sicurezza sul digitale. Internet ha comunque un ruolo importante nel decreto che riscrive il provvedimento Severino sulla trasparenza. Ci sarà una semplificazione degli oneri burocratici, ma c’è l’obbligo di pubblicare in rete gli stipendi dei manager. Sarà inoltre “liberalizzato” il diritto di accesso agli archivi pubblici (il Freedom of information act), con il cittadino che avrà diritto a ricevere i dati e anche alcune tipologie di documenti senza dover motivare entro 30 giorni. «Ci saranno meno poltrone e più uffici efficienti – ha spiegato Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera – i tempi burocratici saranno dimezzati e ci sarà la possibilità di colloquiare direttamente con l’amministrazione pubblica. Ridurremo sprechi e doppioni». Ad esempio, per aprire un negozio o per ristrutturare casa si potrà presentare in unico ufficio un unico modulo valido in tutto il paese. A quel punto, l’amministrazione se ha delle richieste ha solo 30 giorni di tempo per rispondere. Se non servono autorizzazioni l’attività potrà partire subito. Se il Comune in questione non si adegua alle nuove regole commette «grave inadempimento dei doveri d’ufficio».


Sanzioni per gli assenteisti. Ma il capufficio rischia di più

ROMA Il decreto del governo contro i “furbetti del cartellino” non colpisce solo il singolo dipendente che striscia il badge e se ne va: le sanzioni si estendono anche a chi lascia correre o dà una mano. E le ripercussioni diventano particolarmente pesanti per il dirigente, che rischia licenziamento e anche conseguenze penali. Il primo punto del decreto Madia, varato dal Consiglio dei ministri (in tutto un solo articolo diviso in cinque commi) è diretto proprio a chi fa il gioco del “furbetto”. «Costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi». Tanto che, si legge nel testo, «della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta». Il secondo punto del decreto introduce la novità principale, ovvero l’iter accelerato per i casi di «accertata flagranza». L’occhio della telecamera non perdona e se la prova è schiacciante scatta l’immediata sospensione senza stipendio del dipendente. E qui entra in scena il dirigente o il responsabile della struttura che deve provvedere alla sospensione, motivandola, entro 48 ore dal momento in cui è stata presa conoscenza. Si velocizza la contestazione del fatto: ora deve avvenire entro 40 giorni, il decreto Madia li riduce a due. Il governo però punta soprattutto sui dirigenti. Nei casi in cui non procedano a segnalare la falsa attestazione della presenza o non attivino il procedimento o ancora non sospendano il dipendente sono punibili con il «licenziamento» e la loro inerzia costituisce «omissione d’atti di ufficio». Tornando al dipendente, chi timbra ed esce non solo perderà il posto ma può essere chiamato a rispondere per «danno d’immagine».

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