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Pescara, 27/09/2020
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Data: 22/01/2016
Testata giornalistica: Il Centro
Settimana corta, i genitori contrari: «Ci hanno ignorato». Intanto manca l’ok di Gaspari per gli scuolabus

GIULIANOVA Tempi stretti per l’attuazione della settimana corta alle elementari De Amicis e Colleranesco, prevista per il 1° febbraio. L’unica cosa che manca è l’ok ufficiale della ditta di trasporti Gaspari. Per questo, ieri mattina, il dirigente Andrea Sisino ha inviato una nota scritta per sollecitare Gaspari a mettere per iscritto il fatto che garantirà il trasporto nei nuovi orari. Mercoledì era prevista una riunione tra i genitori rappresentanti di classe e la preside Carmen Di Odoardo per comunicare loro l’avvio della settimana corta. L’incontro preside-genitori, però, è stato rinviato, visto che non ci sono tutte le carte a posto per iniziare. Sulla settimana corta, però, sono intervenuti i genitori contrari, ancora una volta lasciati all’oscuro delle decisioni prese dal collegio docenti. La preside, infatti, incontrando il vice sindaco Nausicaa Cameli e Sisino prima di Natale aveva assicurato che, prima della partenza della settimana corta alle elementari (alle medie è partita a novembre), la scuola avrebbe organizzato incontri con i genitori. Questi ultimi, quindi, si sono dichiarati contrari all’attuazione del nuovo orario. «I genitori dell’istituto comprensivo 1», fanno sapere i familiari, «precisano che nessuno di loro è stato informato con una comunicazione ufficiale da parte della scuola dell’avvio del nuovo orario alle elementari: ancora una volta apprendono le notizie più importanti sulla vita scolastica dei propri figli per mezzo stampa. Ai rappresentanti di classe della primaria non resterà che raccogliere le informazioni senza alcuna possibilità di replica. Ancora una volta inascoltati e ignorati. A questo punto è chiaro che i genitori sono contrari alla nuova organizzazione oraria, perché sono stati privati della legittima possibilità di scegliere all’atto d’iscrizione, nel febbraio 2015, la scuola più rispondente alle necessità formative dei propri figli». I genitori si chiedono dove sono i tavoli promessi loro su sollecitazione del direttore Massimiliano Nardocci dell’ufficio scolastico provinciale. «Sono molti i problemi per la settimana corta alle medie», concludono i genitori, «i ragazzi che viaggiano tornano tardi a casa; alle 15 devono ancora pranzare e stanchi, dopo sei ore di scuola, rimettersi sui libri, in spregio a tutte le teorie psicopedagogiche. I pomeriggi per tante famiglie sono diventati un inferno, ma pochi lo dicono perché si temono ritorsioni da parte della scuola. La scuola sembra che non si sia mai preoccupata dei tempi di cui gli alunni necessitano, tantomeno dei ragazzi con difficoltà di apprendimento». I genitori attendono il pronunciamento del Tar, previsto a marzo.

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