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Pescara, 25/09/2020
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Data: 23/01/2016
Testata giornalistica: Il Messaggero
Porti, l’assist di Civitavecchia. D’Alfonso insiste contro la riforma Delrio: «No al polo con Ancona, saremmo subalterni» L’apertura di Monti, presidente dell’autorità portuale tirrenica: «Felicissimi di accogliervi». Civitavecchia chiama Abruzzo «Da noi siete i benvenuti»

PESCARA «Dipendesse da me, sarei felicissimo di accogliere il porto di Ortona sotto l’Autorità di Civitavecchia. Un’alleanza strategica che consentirebbe di intercettare il consistente traffico merci che dalla Turchia raggiunge oggi la Spagna viaggiando su gomma da Istanbul a Barcellona: via mare, con navi Ro-Ro, si risparmierebbe una giornata di tempo e si abbatterebbero di molto i costi. Sono stato più volte a Ortona e questi sono stati i temi discussi e approfonditi nell’ottica di una preziosa collaborazione, visto che l’interportualità può essere sviluppata anche su due mari diversi. Conosco meno la realtà di Pescara, dove ho visto però un bellissimo porto turistico».
Pasqualino Monti conferma il suo entusiasmo per un’intesa con l’Abruzzo dei porti e guarda con grande interesse alla possibilità che soprattutto lo scalo di Ortona, con il riordino delle Authority, possa ricadere sotto la struttura di sistema che fa capo alla sua Civitavecchia. Ma quello di Monti oggi non può che essere solo un auspicio: «Martedì scade il mio mandato di commissario all’Autorità portuale di Civitavecchia e a luglio lascerò la presidenza nazionale di Assoporti, carica da cui forse potrei dimettermi prima se venisse meno la mia funzione nella città tirrenica» ha detto Monti con molta franchezza.
LA PAROLA AL MINISTRO
In altre parole, la nomina per la presidenza dell’Authority a Civitavecchia è nelle mani del ministro alle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, lo stesso al quale il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, in nome del potere conferito alle Regioni, andrà a chiedere di spostare sotto Civitavecchia il controllo dei porti abruzzesi. «Vogliamo conservare i nostri porti e se restassimo con Ancona saremmo condannati a un ruolo di secondarietà - ha dichiarato D’Alfonso - mentre con Civitavecchia assumeremmo un primato di collaborazione».
Dunque, diventano decisivi i tempi e la politica. Per Monti si profila la possibilità di una proroga da due a sei mesi e tanto potrebbe bastare a far chiudere felicemente l’operazione tra Civitavecchia e l’Abruzzo: il decreto di riordino delle Autorità portuali richiede 45 giorni per il parere vincolante di legittimità da parte del Consiglio di Stato e 60 giorni per i pareri, consultivi e non vincolanti, delle commissioni trasporti di Camera e Senato (che potrebbero arrivare in tempi molto più stretti). «Restassi io al timone di Civitavecchia e avessi voce in capitolo, accoglierei con grande piacere l’Abruzzo dei porti sotto la nostra Authority» ha ribadito Pasqualino Monti. Ma tutto ora dipende dal confronto tra D’Alfonso e Delrio.
L’APERTURA DALLE MARCHE
Per evitare scivoloni, il governatore d’Abruzzo ha in agenda una trasferta nelle Marche e lì avrà modo di incrociare Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità portuale di Ancona che al Messaggero ha anticipato un commento: «Abruzzo secondario ad Ancona? Qui non c’è nessun porto secondario, c’è solo il desiderio di unire le forze secondo la logica della coesione e non della divisione. Non ci sono vinti nè vincitori, c’è la volontà di affrontare i mercati in un quadro razionalizzato e, proprio per questo, rafforzato nelle nuove competenze disegnate dalla riforma». Ci si siede e si discute partendo da una considerazione sul decreto: secondo gli operatori, Civitavecchia, non essendo uno dei 14 porti core a livello nazionale, non poteva accorpare un’intera regione come l’Abruzzo. Ma questo non basta a placare polemiche a Pescara: «Dalla Regione ci aspettiamo chiarimenti - ha tuonato Mauro Febbo, consigliere regionale FI - per capire quali strategie intenda mettere in campo visto che il decreto approvato cambia totalmente sia l’indirizzo che la programmazione intrapresa in materia portuale».

«La Regione intervenga sul ministero»

PESCARA A difesa dei porti abruzzesi, e in particolare di quello di Pescara, si mobilita anche l’amministrazione comunale di Pescara che, con una nota ufficiale, sollecita la Regione affinché intervenga al Ministero per rientrare nella rete di Civitavecchia che collega l’Adriatico al Tirreno e ai corridoi europei. Spiega il vice sindaco Enzo Del Vecchio: «Appresa la notizia del decreto di riordino del sistema portuale, siamo intervenuti presso la Regione per sollecitare un intervento al Ministero dei Trasporti affinché riveda la decisione di porre i porti abruzzesi sotto l’autorità portuale di Ancona. Scelta che non rappresenta l’ipotesi migliore per lo sviluppo della rete dei corridoi europei a cui guardiamo con interesse da sempre, quando invece la prospettata possibilità di essere collocati all’autorità portuale di Civitavecchia risulta la migliore in termini di collegamento Tirreno Adriatico, che quindi pone Pescara come porta dell’Est. L’auspicio è che quanto da noi prospettato - conclude Del Vecchio - possa trovare condivisione al Ministero».

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