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Pescara, 20/01/2021
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Data: 24/01/2016
Testata giornalistica: Il Messaggero
Macroregione, rischio sgambetto. Una beffa per l’Abruzzo. Le Marche svoltano a Ovest e lavorano con Umbria e Toscana su un progetto alternativo a quello con l’Abruzzo. Domani vertice a tre a Recanati a pochi giorni dall’incontro di Pescara sulle reti Ten-T.

L’AQUILA La prossima data da segnare in rosso è quella di domani, lunedì. Location: Recanati, Marche (significativamente, visto l’oggetto). Intorno al tavolo siederanno i presidenti dei consiglio regionali di Marche appunto (Antonio Mastrovincenzo), Umbria (Donatella Porzi) e Toscana (Eugenio Giani). E così dopo i governatori, ora tocca alle assemblee rinnovare il «patto del Sagrantino» siglato a novembre a Perugia davanti a un buon bicchiere di vino umbro. Un’Italia di Mezzo che è talmente avanti negli intenti (non solo nel nome che evoca l’ex soggetto folliniano) da lavorare già a una grande infrastruttura di collegamento dei due mari. Enrico Rossi, governatore della Toscana, Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria e Luca Ceriscioli, presidente delle Marche, dunque, proseguono spediti nel progetto della Macroregione centrale che rischia di scompaginare i piani dell’Abruzzo.
DOPPIO BINARIOE’ del tutto evidente, infatti, che Ceriscioli e le sue Marche oggi ragionano perlomeno su due binari. Per contiguità territoriale, collegamenti, mobilità in ambito sanitario e perché no, anche legami culturali, avrebbero lo sbocco naturale nell’alleanza con l’Abruzzo (che ha già prodotto, tra l’altro, alcuni mini progetti infrastrutturali come, ad esempio, quello delle piste ciclabili o sui programmi di cooperazione territoriale europea). Un tema, questo, su cui tra l’altro si è ragionato a lungo nell’ambito del dibattito sulla Macroregione che dovrebbe abbracciare tutta la costa adriatica e jonica e guardare all’altra sponda, alla Croazia, all’Albania, al Montenegro, alla Grecia. Le Marche, però, sembrano aver decisamente virato verso ovest, piuttosto che guardare a sud. O quantomeno oggi hanno il piede in due staffe.
ALL’AURUMIl governatore D’Alfonso ha provato a serrare le fila attraverso l’iniziativa (riuscita) dell’Aurum, a Pescara, ovvero la firma del patto per la connettività dell’Adriatico (i cosiddetti corridoi della rete Ten-T). Non è sfuggita, in quella circostanza, l’assenza di Ceriscioli: per le Marche ha firmato l’intesa l’assessore ai Trasporti, Angelo Sciapichetti, al cospetto, invece, dei presidenti di Emilia Romagna (Bonaccini) e Puglia (Emiliano). Ovviamente da una semplice assenza non è il caso di trarre giudizi definitivi, ma la platea era certamente di spessore, così come il tema oggetto di discussione centrale nelle politiche di sviluppo dei territori.
Insomma, quella di domani sarà un’ulteriore tappa in cui Umbria, Marche e Toscana certificheranno la volontà di presentarsi unite rispetto alla questione delle macroregioni, mettendo in campo un progetto da sei milioni di abitanti e dodici punti percentuali rispetto al Pil italiano. E’ chiaro che senza le Marche, capofila nel progetto adriatico, l’Abruzzo rischia di ritrovarsi con il cerino in mano, isolato territorialmente. Sono attesi, nei prossimi giorni, segnali politici in questa direzione.

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