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Pescara, 27/09/2020
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Data: 24/01/2016
Testata giornalistica: Il Centro
Pronto il rilancio dell’Interporto con l’arrivo di un colosso tedesco. Manoppello, la Db Schenker italiana specializzata nel trasporto e nella logistica apre una filiale. Ma l’enorme struttura abruzzese per la movimentazione delle merci finora non è mai decollata

MANOPPELLO Dai primi di gennaio è attivo nell’Interporto d’Abruzzo una filiale della Db Schenker italiana, il colosso internazionale del trasporto e della logistica, che ha aggiunto alle 40 filiali presenti in Italia, quella abruzzese di Manoppello. Uno snodo strategico al centro dello stivale che consente di stoccare, scambiare, organizzare gli smistamenti delle merci con facilità sia verso il sud che verso il nord. La nuova filiale Schenker, ufficialmente operativa dal 4 gennaio scorso, si compone di 200 metri quadrati di uffici, 4.800 metri quadrati di magazzino attrezzato per accogliere fino a 4mila posti pallet e beneficerà della moderna infrastruttura dell’interporto in grado di offrire servizi integrati di logistica adatti al trasporto delle merci e, in particolare, ai sistemi intermodali di trasporto composti dalla varie possibilità di spostamento delle merci che possono avvenire su gomma, su rotaia, via aerea e via mare. L’immensa struttura dell’Interporto, del resto, è dotata anche di uno scalo ferroviario, una deviazione che parte dallo Scalo di Chieti della linea ferrata Pescara-Roma, ed è ben collegata con i porti di Pescara e di Ortona, con il vicinissimo aeroporto d’Abruzzo e le grandi vie di comunicazione. Si può dire che l’insediamento Schenker nello scalo merci più grande del centro Italia, incarna il vero spirito per cui è stato realizzato l’Interporto d’Abruzzo, quello di essere uno snodo spaziale per la movimentazione delle merci, con bassi costi, sicurezza e tempi utili per far crescere le economie di produttori e rivenditori, alimentare mercati, alzare il livello di imprenditorialità, dare impulso al lavoro e occupazione. Era l’idea geniale di chi lo ha pensato e realizzato, ma che non è stato poi accompagnato dai tempi che sono volati via senza che la struttura diventasse operativa. Oggi è dotata di tutti i servizi: strade di collegamento, casello autostradale, ferrovia, professionalità per l’organizzazione logistica. Ciò che manca è tutto il resto. La grande disponibilità di spazi per le imprese non è impegnata. Che sia un primo segnale positivo di ripresa la presenza si Schenker? Tutti se lo augurano. Quella mastodontica struttura sarebbe in grado di movimentare capitali immensi ed un indotto lavorativo altrettanto ragguardevole. Rischia altresì di polverizzare completamente i presupposti per cui è stato progettato se il colosso tedesco, secondo più grande fornitore al mondo di servizi di trasporto, oggi approdato a Manoppello, rimanesse unico flusso fra le aziende di grande rilievo del settore della movimentazione delle merci.

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