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Pescara, 27/05/2020
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Data: 04/07/2019
Testata giornalistica: Il Centro
L'Italia raddoppia all'europarlamento. Dopo Tajani, alla guida dell'assemblea di Strasburgo va Sassoli. A favore vota la nuova maggioranza di popolari, socialisti e liberali

È una staffetta tutta tricolore quella che premia David Sassoli, nuovo presidente del Parlamento europeo, eletto al secondo voto grazie a quella maggioranza trasversale - dai popolari ai socialisti fino ai liberali di Renew Europe - che reggerà le sorti della nuova legislatura. Dopo Antonio Tajani un altro italiano sale così alla scranno più alto dell'istituzione di Strasburgo, completando la cinquina dei top job europei. «Spero che l'Italia oggi sia contenta», ha esordito il dem Sassoli incontrando i giornalisti nella sua prima conferenza stampa e definendo «un onore» l'incarico ricevuto. «La sua elezione rappresenta una testimonianza dell'ampia fiducia riposta nella sua persona e un riconoscimento al suo costante e proficuo impegno nelle istituzioni europee», è stato il saluto recapitato da Sergio Mattarella. Molto meno entusiasta la reazione del governo. «Il nuovo presidente del Parlamento europeo, eurodeputato del Pd ed ex giornalista Rai: "il Parlamento sarà sempre più aperto alle Ong". Siamo su Scherzi a parte...», ha commentato Matteo Salvini, ricordando che Sassoli «parlava di un cordone sanitario contro la Lega e i populisti». Mentre i dem, a partire dal segretario Zingaretti, ovviamente esultano, rivendicando per sé il merito dell'elezione: «Un italiano del Pd tra le massime figure delle istituzioni europee. Il governo italiano ha fatto danni e ci ha isolato. Il Pd c'è e conta, al servizio delle istituzioni e del nostro Paese». Volto noto del Tg1 fino al 2009, esponente di spicco del gruppo dei Socialisti e democratici (S&D), già vicepresidente dell'Eurocamera nella scorsa legislatura, Sassoli ha ottenuto 345 voti a fronte della maggioranza necessaria prevista di 334, quella che gli era mancata al primo turno per 7 voti: forse un segnale di malumore degli europarlamentari per il pacchetto deciso martedì dai leader a Bruxelles. Solo il Pd, tra i partiti italiani, ha votato per lui, mentre Forza Italia si è astenuta. La Lega e Fdi hanno optato per il conservatore Ecr Jan Zahradil ed il Movimento 5 Stelle ha lasciato libertà di voto, con la possibilità che una parte dei pentastellati potesse scegliere il candidato italiano. Il recupero dello spirito dei padri fondatori dell'Europa, il coniugare la crescita alla protezione sociale e al rispetto dell'ambiente, sottolineando la volontà e l'impegno per incrementare «la parità di genere» sono stati i punti centrali del suo intervento in aula, dove ha scandito che «il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi». Il neo presidente del Parlamento si è poi calato nel suo ruolo e ha esortato il Consiglio europeo a riformare il regolamento di Dublino sui migranti. Infine l'assicurazione sul fatto che lascerà le porte del Pe più aperte alle Ong, che ha fatto infuriare Salvini. Tra i primi a congratularsi in aula a Strasburgo è stato il leader dei popolari Manfred Weber, che ha perso la battaglia per diventare il nuovo presidente della Commissione europea ma che probabilmente succederà proprio a Sassoli nella seconda parte della legislatura alla guida dell'Eurocamera: «Per i prossimi due anni e mezzo il Ppe la sosterrà», ha detto non a caso l'esponente politico bavarese.

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