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Pescara, 19/01/2020
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Data: 05/07/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Dalla Regione 150mila euro per l'impresa di D'Annunzio. Gli arditi di Fiume saranno celebrati a Pescara stornando fondi dal trasporto pubblico. Già pronta la legge firmata Sospiri-Testa-De Renzis e D'Incecco che autorizza la spesa

L'AQUILA «O Fiume o morte» urlarono gli arditi, il 12 settembre del 1919, entrando nella città adriatica contesa con il Regno della Jugoslavia per occuparla e annetterla al Regno d'Italia. Erano 2.600 ribelli, della fanteria e l'artiglieria, guidati da Gabriele D'Annunzio che scriveva «Il dado è tratto», mentre i suoi legionari si mettevano in posa, davanti alla macchina fotografica, stringendo tra i denti i loro pugnali. Cent'anni dopo la Regione Abruzzo decide di celebrare quell'impresa del Vate spendendo 150mila euro in parte stornati dal trasporto pubblico. La legge è già pronta per essere approvata martedì prossimo. Porta la firma di esponenti di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega: il presidente del Consiglio regionale, l'azzurro Lorenzo Sospiri, il capogruppo dei meloniani, Guerino Testa e i consiglieri del Carroccio Luca De Renzis e Vincenzo D'Incecco, che qualcuno ha già ribattezzato gli Arditi del Consiglio. Battute a parte, la Regione «intende organizzare un evento celebrativo da tenere in più giornate a Pescara, città natale del poeta. Tale evento sarà affiancato da iniziative di gemellaggio con la Repubblica di Croazia e con la città di Rijeka, l'antica Fiume».Così viene spiegato, nella relazione che introduce, il progetto di legge voluto dal centrodestra che dà all'iniziativa una valenza non politica e sovranista ma esclusivamente sociale e culturale. E lo fa collegando l'impresa di Fiume con la Carta del Carnaro, datata 1920, scritta dal sindacalista Alceste de Ambris, poi modificata in parte da Gabriele D'Annunzio, che «rappresentò un'avanguardia storica, legislativa, culturale e sociale all'interno del ventesimo secolo», spiegano i proponenti del progetto di legge, «dal momento che riconosceva numerosi diritti per i lavoratori. Diritti come il suffragio universale maschile e femminile, l'esercizio delle fondamentali libertà di pensiero, di parola, di stampa, di riunione di associazione, di religione e di orientamento sessuale».Fondi alla cultura, quindi, che in questo caso non soffre di tagli. Ma dove li prenderà, la Regione, per pagare le celebrazioni dedicate all'impresa del Vate? La risposta è nell'articolo 4 del progetto di legge: «Il fabbisogno finanziario per organizzare l'evento viene stimato in euro 150.000». Che però non saranno erogati ex-novo ma stornati da altre voci del bilancio del Consiglio regionale. Per la precisione: la somma di 100mila euro sarà prelevata dal capitolo di spesa «trattamento economico del personale in comando da altra amministrazione». Mentre i rimanenti 50mila euro provengono «dal rimborso quota capitale per i mutui del settore trasporti». Così D'Annunzio avrà una degna celebrazione per l'impresa di un secolo fa che riportò per sedici mesi Fiume in Italia fino a che, il giorno di Natale del 1920, con un blitz ordinato dal governo Giolitti - un intervenire avvenuto con l'uso della forza -, Fiume venne liberata dai ribelli e tornò al Regno della Jugoslavia. Ma per il centrodestra che oggi guida la Regione, D'Annunzio, Fiume e gli Arditi, sono un pezzo di storia di cui l'Abruzzo deve andare fiero e per il quale vale certamente la pena di investire fondi pubblici. Vedremo però quali reazioni avranno il centrosinistra e in M5S in Regione. E se le avranno.

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