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Pescara, 25/01/2021
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LE AZIENDE REGIONALI DI TPL IGNORANO I TAGLI DI TREMONTI E CONTINUANO A BALLARE - Assunzioni di impiegati e dirigenti, ristrutturazioni e promozioni. La Cgil chiede l'intervento di Chiodi: «Il settore non può continuare ad essere uno stipendificio» - Rassegna stampa - L'intervista a Chiodi (guarda il video)

La manovra economica e i pesanti tagli annunciati al settore della mobilità collettiva, sembrano non scalfire minimamente le aziende regionali di trasporto pubblico locale che continuano, anche in questi giorni, ad operare in assoluta tranquillità e normalità, compiendo quegli atti in virtù dei quali lo stesso Presidente Chiodi li ha definiti «stipendifici della politica».

La Cgil e la Filt Abruzzo, reduci dalla recente giornata di mobilitazione regionale organizzata per denunciare ed informare opinione pubblica ed addetti ai lavori sulle gravi conseguenze che i tagli al settore comporteranno, sui servizi, sui livelli occupazionali e sul sistema tariffario, hanno inviato una dura nota al Presidente Gianni Chiodi, all'Assessore ai Trasporti Giandonato Morra e a tutti i gruppi consiliari per denunciare quanto sta accadendo nelle aziende.

«Solo i vertici delle aziende regionali di trasporto - affermano Mimì D'Aurora e Luigi Scaccialepre - sembrano non aver intuito la portata della manovra e le pesanti ricadute che la stessa avrà sul paese e sul sistema della mobilità collettiva.

E' davvero paradossale che proprio mentre il moderato Chiodi (uomo di fiducia del Capo di Governo) decida di allinearsi ai restanti Governatori regionali, minacciando addirittura di restituire le deleghe e si spinga, altresì, ad affermare che «le Regioni non saranno più in grado di assicurare il trasporto pubblico, sul quale si dovranno fare delle pesanti riduzioni», nelle aziende regionali succeda l'esatto contrario.

MA COSA SUCCEDE NELLE AZIENDE REGIONALI MENTRE CHIODI SI PREOCCUPA DELLE SORTI DEL TPL?

Succede quello che non ti aspetti. Succede che in alcune realtà si continui, come se nulla fosse, ad assumere personale impiegatizio andando a rimpinguare ancora di più settori nei quali non vi sono particolari carenze ed esigenze. Succede che si ipotizzino imminenti piani di riorganizzazione degli organici aziendali corredati da promozioni a pioggia e da nuove figure apicali. Succede addirittura che si pubblichi un bando di selezione pubblica per l'assunzione di un ulteriore dirigente presso la Sangritana di Lanciano (nella foto il Presidente Di Nardo insieme al Governatore Chiodi).

Su quest'ultima operazione, come per le altre del resto, è davvero forte lo sdegno e la preoccupazione della Cgil e della Filt Abruzzo. Secondo il sindacato appare del tutto inconcepibile, soprattutto in questa fase, un bando di selezione che favorirebbe la nomina di un nuovo dirigente in un'azienda che già dispone di un direttore tecnico, di un direttore dell'esercizio e di tante altre figure dirigenziali, nonché di numerosi funzionari, quadri, ingegneri e via discorrendo.

«Chiediamo di fermare questo ennesimo provvedimento a nostro avviso non necessario per l'azienda, - affermano Mimì D'Aurora e Luigi Scaccialepre - specialmente in un momento in cui la ristrutturazione e la razionalizzazione dell'intero settore appaiono inevitabili».

SI TORNI A CONSIDERARE L'IPOTESI DI AZIENDA UNICA

La costituzione della famosa azienda unica regionale, ipotesi accantonata senza apparenti motivazioni, va ripresa e sostenuta con urgenza - sostengono Cgil e Filt Abruzzo - e con essa la contestuale eliminazione dei tanti consigli di amministrazione, degli altrettanti organismi di controllo e delle tante figure dirigenziali oggi presenti in tutte le aziende pubbliche del trasporto regionale».

Presidente, Assessore - concludono nella nota gli esponenti della Cgil - questo settore, non può continuare ad essere uno "stipendificio", se non altro perché le risorse non sono più sufficienti per mantenere la vecchia pratica, buona per rispondere ad "esigenze della politica". I tanti cittadini abruzzesi oggi in difficoltà economiche e con un futuro difficile, soprattutto quelli che hanno perso il lavoro o sono assistiti dagli ammortizzatori sociali, si aspettano comportamenti rigorosi ed equi nella gestione delle aziende pubbliche».

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