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Pescara, 15/12/2019
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Data: 04/08/2010
Settore:
Dip. Diritti
file allegato: Art. 26 R.D. 148/1931
LA MANOVRA E GLI ESUBERI NEI TRASPORTI, IL 148 NON OFFRE TUTELE - Migliaia di posti di lavoro a rischio in un settore che non dispone di ammortizzatori sociali - Rassegna stampa

Ormai non parliamo più di ipotesi. Con il voto di fiducia ricevuto da entrambi i rami del Parlamento, la manovra economica predisposta dal Governo Berlusconi, è una drammatica realtà e l'allarme lanciato dalla sola Filt Cgil che in questi giorni si è mobilitata su tutto il territorio nazionale per informare adeguatamente gli addetti ai lavori e, più in generale, l'opinione pubblica, delle pesanti ricadute sui servizi, sulle tariffe e sull'occupazione, è risultato quanto mai attendibile. Mentre da qualche altra parte si continua ancora ad ostentare sicurezza e tranquilità, sottovalutando l'entità dei tagli che interesseranno il settore dei trasporti, c'è chi ha già provato a fare due calcoli ipotizzando i primi concreti provvedimenti. E' il caso della Regione Lazio la cui Giunta guidata da Renata Polverini ha deciso un taglio di 457 milioni di euro per l'intero sistema della mobilità regionale dei quali 141 inciderebbero sul solo sistema ferroviario ovvero il 70% delle attuali risorse destinate per il 2010.

L'ALLARME DI ASSTRA: «PREVISIONE NÉ FOSCA, NÉ TERRORISTICA, NÉ TANTOMENO POLITICA, MA SOLO REALISTICA E CONCRETA»

L'allarme dai toni più rilevanti è stato tuttavia lanciato dall'associazione datoriale Asstra che rappresenta in termini percentuali, la quasi totalità delle aziende che espletano il trasporto urbano ed extraurbano nel nostro paese. Prendendo in considerazione due diverse ipotesi (taglio del 10% o del 20% delle risorse destinate al Tpl) la riduzione delle risorse , secondo quanto afferma Asstra, comporterebbe "la condanna a morte dell'intero sistema". Nell'ipotesi più pessimista ovvero quella del 20%, vi sarebbe un taglio complessivo di 392 milioni di km offerti in servizi di tpl e di 7,8 milioni di treni km per quanto attiene il trasporto ferroviario regionale.

«La nostra - sottolinea il Presidente Marcello Panettoni è una previsione né fosca, né terroristica, né tantomeno politica, ma solo realistica e concreta, dettata dalla volontà di stare coi piedi per terra, affinché sia la politica che i cittadini sappiano a cosa si va incontro a determinate condizioni». Ovviamente oltre al taglio dei servizi, vi saranno pesanti ripercussioni anche sulla qualità degli stessi a cominciare dal parco autobus destinato a non essere rinnovato. Il taglio ai servizi allontanerà inoltre, sempre di più l'utenza dai mezzi pubblici con questi risultati: 270 milioni di passeggeri in meno all'anno cioè 740.000 persone in meno al giorno che si traduce in una perdita di passeggeri del 6,4% nel settore extraurbano e ferroviario e del 4,3% per i servizi urbani. Riducendo i servizi, le Regioni e le aziende saranno costrette ad agire necessariamente anche sul sistema tariffario. Già si ipotizza un incremento delle tariffe del 36% sia per i biglietti che per gli abbonamenti. Valori da raddoppiare nel caso in cui i tagli delle risorse dovessero attestarsi sul 20%.

TAGLI AL PERSONALE: IL SISTEMA NON DISPONE DI AMMORIZZATORI SOCIALI. L'EFFETTO TAGLI SECONDO ASSTRA: «10000 ADDETTI IN MENO DEI QUALI OLTRE 8000 PREPOSTI ALLA GUIDA»

Con la riduzione dei servizi, l'art 26 del R.D.148 (vedi allegato) cui sono sottoposti i lavoratori dei trasporti, non offre grandi possibilità ed alternative se non i licenziamenti. A sostenerlo è la stessa associazione datoriale che preannuncia tagli al personale inevitabili con particolari riflessi su quello addetto alla guida. L'ipotesi del taglio risorse del 10% produrrà una contestuale riduzione di - 9.860 addetti di cui 8.120 addetti alla guida.


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