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Pescara, 22/10/2020
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Data: 26/07/2011
Settore:
Dip. Trasp. Pers. Terra
CCNL MOBILITA', ALTISSIMA ADESIONE ALLO SCIOPERO NAZIONALE. I SINDACATI: «IN MANCANZA DI RISPOSTE FORME PIU' INCISIVE DI PROTESTA» - Intanto Asstra avverte: «In pericolo posto di lavoro per 116mila autoferrotranvieri» - Preleva il comunicato unitario - Rassegna stampa

Per la sesta volta dalla presentazione della piattaforma rivendicativa del Contratto le lavoratrici ed i lavoratori della Mobilità hanno aderito compatti allo sciopero nazionale di 24 ore proclamato dalle Segreterie Nazionali per i giorni 21 e 22 luglio 2011.

Nel trasporto ferroviario hanno circolato solo i treni garantiti, la media di partecipazione allo sciopero dei lavoratori non comandati si è attestata oltre il 60%.

Nel TPL i dati raccolti parlano di una media dell’85% che significativamente rappresenta il blocco totale delle aree metropolitane e dei collegamenti su ferro.

Massiccia l’adesione dei lagunari e lacuali con ripercussioni fortissime sul traffico turistico delle aree interessate.

Anche i lavoratori dei servizi ferroviari accessori hanno partecipato con convinzione alla manifestazione di protesta.

Lo sciopero si è svolto regolarmente e con grande senso di responsabilità dei lavoratori, quel senso di responsabilità che in questi lunghi mesi hanno dimostrato di non avere né le istituzioni né le controparti datoriali.

La riduzione del trasporto collettivo pubblico condanna il Paese al declino economico e le aree metropolitane alla invivibilità da traffico privato.

Tutti gli studi effettuati nell’ultimo anno indicano una crescente voglia di trasporto pubblico degli italiani, la risposta della politica centrale e locale sono: tagli indiscriminati di servizi, azzeramento degli investimenti ed aumento delle tariffe e peggioramento delle condizioni dei lavoratori.

Senza un trasporto pubblico efficiente, efficace ed economicamente sostenibile non c’è ripresa, né sviluppo ed intere aree sociali vengono private di qualsiasi possibilità di collegamento.

Le lavoratrici ed i lavoratori della mobilità sono consapevoli di portare avanti una lotta tesa alla sottoscrizione del nuovo contratto e all’adeguamento del salario per gli anni 2009-2010-2011, ma al tempo stesso fondamentale per la difesa del diritto di tutti ad un trasporto pubblico degno di un paese moderno ed europeo.

Senza regole e senza risorse il trasporto ferroviario ed il TPL saranno condannati a subire drastici tagli dei servizi e impennate delle tariffe. E’ necessaria, invece, una riduzione delle attuali 1200 aziende del trasporto locale e la certezza del trasferimento al trasporto pubblico dei fondi provenienti dal prelievo da accisa sul gasolio da autotrazione

La spirale involutiva innescata dai tagli delle risorse e dalla mancata sottoscrizione del contratto determina già da oggi incertezza economica ed esuberi di personale nel TPL e nei servizi ferroviari accessori, settori totalmente sprovvisti di qualunque forma di tutela per il sostegno al reddito in caso di crisi aziendali.

Per questi motivi abbiamo scioperato così compattamente e in mancanza di soluzioni saremo costretti ad ancora più incisive forme di protesta cercando il consenso ed il sostegno degli utenti del trasporto collettivo pubblico.


Panettoni (Asstra): «In pericolo posto di lavoro per 116mila autoferrotranvieri» «La protesta testimonia la preoccupazione dei lavoratori per la loro situazione lavorativa». Così interviene Marcello Panettoni che aggiunge «Una situazione molto grave perché per gli oltre 116.000 autoferrotranvieri la vera posta in gioco non sono solo gli aumenti in busta paga, come sa bene il sindacato, ma il mantenimento stesso del posto di lavoro messo a rischio, o già perso in alcune situazioni, dai tagli ai servizi e quindi agli addetti che le nostre aziende sono costrette a fare per evitare il fallimento a seguito delle riduzioni alle risorse per i servizi di bus, tram e metropolitane, tagli alle risorse che in alcune regioni hanno raggiunto picchi del 30% e 41 % dei fondi in meno».

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