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Pescara, 25/01/2021
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Data: 22/06/2013
Settore:
Trasporto pubblico locale
DAL VERTICE CON CHIODI LA SOLITA SOLFA E UNA CERTEZZA: LA VENDITA DI SISTEMA DERIVA DA UNA VOLONTA' POLITICA E NULL'ALTRO - Evasive le risposte del Presidente sulle risorse e sull'esigibilità dei crediti Arpa - Preleva il documento presentato da Cgil Cisl e Uil - Il bilancio Arpa e i crediti inesigibili: la nota sindacale - Sistema Spa: La dichiarazione di sciopero

Ancora una riunione con poco costrutto. Ancora un vertice per il quale si sono "scomodati" gli amministratori e dirigenti delle tre aziende regionali di trasporto e le organizzazioni sindacali confederali e di categoria alcune delle quali con presenze numeriche a dir poco imbarazzanti, quasi a livelli assembleari. L'ennesimo incontro istituzionale tenutosi a L'Aquila con la Regione rappresentata dal Presidente Chiodi, l’Assessore Morra e la Dirigente Mannetti, si è concluso con poche novità che ci portano a riflettere sulle scarse possibilità (e volontà) che ha il Governo regionale di portare a termine l'agognata riforma del trasporto pubblico locale.

CGIL, CISL E UIL: SULLA PRODUTTIVITA' ABBIAMO NOI UNA PROPOSTA - Chiodi ha esordito nel chiedere ai sindacati immediatamente conto del capitolo produttività, dimostrando di fatto la piena conoscenza delle proposte a dir poco provocatorie avanzate dai dirigenti di Arpa e Gtm nella riunione tenutasi nelle scorse settimane presso il distretto Arpa di Chieti.
Cgil, Cisl e Uil con le rispettive federazioni regionali di categoria, nel respingere al mittente le proposte aziendali sulla contrattazione di secondo livello ovvero quel famoso capitolo della produttività da inserire nel patto per i trasporti, hanno presentato e consegnato al Presidente Chiodi una propria proposta targata Cgil Cisl e Uil elaborata sulle base di quanto già discusso e convenuto nell’attivo dei quadri e dei delegati tenutosi nei giorni scorsi presso la Cgil di Pescara.

DAI SINDACATI LA DISPONIBILITA' A RIDURRE E RAZIONALIZZARE I PERMESSI - Il Presidente Chiodi non si è sottratto dal valutare positivamente la disponibilità al dialogo manifestata da Cgil Cisl e Uil così come ha apprezzato lo sforzo compiuto dalle stesse forze sociali per produrre un documento credibile sulla produttività a cominciare da quei permessi sindacali che sono stati oggetto di critiche e di strumentalizzazioni nei giorni scorsi sugli organi di stampa (leggi la notizia). Non è affatto un caso, infatti, che Cgil, Cisl e Uil abbiano prioritariamente e con estremo senso di responsabilità, offerto la propria disponibilità ad avviare immediatamente un confronto per la rivisitazione degli Accordi aziendali vigenti nelle tre aziende pubbliche in tema di permessi sindacali con il chiaro obiettivo di un contestuale ridimensionamento numerico in termini di valori assoluti. Ovviamente alla riduzione in termini numerici, dovrà affiancarsi quella necessaria razionalizzazione che tenga conto di quanto convenuto con l’Accordo interconfederale del 31 maggio scorso. Tradotto in termini più espliciti, sta a significare che le agibilità sindacali dovranno prendere in esame anche i livelli di rappresentanza desumibili nelle tre aziende di trasporto.

CHIODI TACE SULLE RISORSE E SUI CREDITI VANTATI DA ARPA - Tuttavia aldilà di questo generico apprezzamento e dell'impegno della Regione a rispondere sul documento sindacale, il Presidente Chiodi non ha offerto altri spunti di interesse ed è stato abbastanza deludente nelle risposte (o nelle mancate risposte) sulle risorse, sulla riprogrammazione dei servizi e più in generale sulla tempistica dell’azienda unica. Ancora più deludente è stato il silenzio su un argomento molto delicato sottoposto dalle Organizzazioni Sindacali e che attiene proprio l'Arpa ovvero l'azienda designata dallo stesso Chiodi, a rappresentare il ruolo di impresa incorporante della futura azienda unica nell'eventualità che il Consiglio Regionale deliberi di condividere i famosi due step e la particolare tipologia di fusione.
Stiamo parlando di importanti crediti che l'azienda Arpa vanterebbe verso la Regione e che per la loro natura sono stati inseriti, in più di un'occasione, in apposite poste di bilancio. Tuttavia sembrerebbe che l'Ente Regione ovvero quello stesso azionista che ha approvato i bilanci in tutti questi anni, non sia più così tanto convinto che detti crediti si possano tradurre in somme esigibili da parte di Arpa. I rumors circolati su questa preoccupante vicenda hanno fatto scattare immediatamente l'allarme tra le forze sindacali al punto che Cgil, Cisl e Uil hanno inviato una nota urgente alla stessa Arpa e alla Regione nella quale si è chiesto di fare immediatamente luce su un aspetto alquanto grave che, se confermato, metterebbe davvero in ginocchio la posizione di centinaia di dipendenti dell'impresa di trasporto.

AL VIA IL FONDO UNICO REGIONALE DEI TRASPORTI, MA ALMENO PER ORA E' UN BLUFF - Tutto questo avviene mentre il fondo unico regionale, di prossima costituzione con l'approvazione in consiglio regionale delle variazioni di bilancio della regione (il provvedimento ha già ricevuto l’approvazione all’unanimità in commissione), non cambierà, almeno per il 2013, la sostanza delle cose per quanto attiene la ripartizione delle risorse tra le aziende. Ciò significa che per il 2013 presumibilmente, saranno conservati ed adottati dalla Regione gli stessi criteri seguiti per il 2012, anche se nell’ottica di un fondo unico regionale (sostanzialmente si cambia solo il contenitore ma il risultato resta lo stesso).

E SU SISTEMA CHIODI CONFERMA: «SI VENDE» - Infine la questione Sistema ovvero la sorte dei 104 dipendenti della società che assicura i servizi complementari delle aziende di trasporto. In questo caso il Presidentee Chiodi non è stato affatto evasivo anzi è stato molto deciso nel confermare che la decisione e le iniziative di dismissione operate dal Presidente di Arpa Cirulli, hanno poco a che fare con le interpretazioni più o meno favorevoli sull'applicabilità dell'art. 4 (spending review) ma rispondono più semplicemente ad una precisa volontà politica della Regione Abruzzo. Evidentemente su questo tema appare del tutto inutile il dialogo. Se ne sono accorti sindacati e lavoratori che hanno già proclamato la terza azione di sciopero per il prossimo 5 luglio.

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