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Pescara, 22/04/2026
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Data: 12/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Lettera del senatore Piccone in difesa di Grossi «Nomine, no all'esclusione degli uomini di partito»

PESCARA. Per il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale Pdl la nomina dell'avvocato Giuliano Grossi a Difensore civico, è legittima. Non solo perchè Grossi è avvocato ma anche perchè è uomo di partito, altrimenti per Piccone si cadrebbe nel pregiudizio di escludere chi fa politica. Questo lo spirito della lettera del senatore Pdl in risposta alle polemiche nate su Grossi di quanti chiedono dalla società civile e all'interno del Pdl scelte più legate alla meritocrazia e meno alle logiche di fedeltà partitica.

Egregio direttore, nel suo editoriale di ieri trova spazio, nell'ambito di un discorso più generale, la discussione nata in queste ore intorno alla nomina del Difensore Civico Regionale. Partendo da questo tema desidero fare delle riflessioni. Credo sia utile innanzitutto partire dalla questione metodologica: la nomina in questione, come ogni altra afferente ai livelli istituzionali, si basa sulla scelta tra le disponibilità di chi ha dichiarato il proprio interesse (in risposta ad un pubblico bando), i criteri necessari per rivestire l'incarico, la valutazione della professionalità e della idoneità dei candidati. L'intervento politico della scelta, quindi, si è limitato al doveroso supporto di sintesi fra le diverse componenti decisionali coinvolte.
Il problema che però si pone è questo: a prescindere dal caso specifico, qual è il ruolo che una persona impegnata in politica può svolgere nella società? In altri termini, colui che a vari livelli è impegnato nella militanza politica deve subire a priori ostracismi se e quando si tratta di svolgere altre attività professionali di carattere pubblico? Non ho mai ritenuto credibile la distinzione tra la (buona) società civile e la (cattiva) classe politica. Credo che nell'una come nell'altra vi siano risorse positive, energie valide, persone capaci e meritevoli. Spesso ho persino dovuto constatare che"essere di parte" senza infingimenti induce le persone ad alto senso di responsabilità e trasparenza, allorquando si trovano ad esercitare attività pubbliche. La capacità della politica, a mio parere, è quella di saper scegliere senza pregiudizi nei diversi ambiti sopra citati, senza dar per scontato che da una parte c'è chi merita a priori e chi invece va escluso in partenza. Se così fosse, dovremmo persino paradossalmente ipotizzare che sia meglio chiudere i partiti, se coloro che vi militano e senza tener in conto le personali capacità in qualche modo devono essere penalizzati. Una simile concezione davvero determinerebbe l'espulsione dai partiti, e quindi dalla vita politica del paese, delle migliori individualità. Quelle individualità, capacità, energie, che invece la politica e nella fattispecie il Pdl cerca sempre più di attrarre a sé e di avvicinare, per innalzare il livello della classe dirigente che, appunto, non si esprime solo nell'ambito propriamente partitico ma in quello più ampio della vita pubblica nelle sue diverse sfaccettature. Sento di poter affermare che in questi primi mesi di azione di governo regionale abruzzese, Giunta, Consiglio e partito, si siano mossi proprio in questa direzione coniugando, nella scelta delle persone, merito ed esperienza. Insomma abbiamo cercato, spero riuscendoci, di contribuire a inserire nella governance regionale persone individuate senza alcun pregiudizio (e tantomeno scelte per semplice empatia politica) concedendo pari opportunità. La cultura liberale che ci permea infatti, impone di dare a ciascuno le stesse possibilità, senza chiedere da dove vieni, ma semplicemente se vuoi condividere un percorso costruttivo; ed al tempo stesso ci impone di adottare un'etica rigorosa che ci porta a valutare le persone per quanto sanno fare, per come svolgono il ruolo pubblico a cui sono chiamati. Su queste basi, sui fatti concreti quindi, si può e si deve giudicare, non su altro che assuma carattere pregiudizievole. Perché anche su questo si può costruire una valida classe dirigente che condivida una forte etica pubblica.

FILIPPO PICCONE / SENATORE, COORDINATORE / REGIONALE DEL PDL

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