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Data: 03/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sparisce l'editoriale anti-Pdl Giallo al Corriere della Sera. Galli della Loggia solo in prima edizione. Il direttore: errore tecnico - La giustificazione del Corriere

De Bortoli assicura che l'articolo è solo slittato di un giorno

ROMA. È giallo sulla sparizione dell'editoriale di Ernesto Galli della Loggia sul "Corriere della Sera". Il durissimo articolo nel quale il politologo si interrogava sulla crisi di identità del Pdl, arrivando a chiedersi «La plastica si sta squagliando?», è finito solo nelle copie vendute all'estero e nelle primissime rassegne stampa notturne, compresa quella di Sky. Fra la prima e la seconda edizione "Il fantasma di un partito" di Galli della Loggia è stato sostituito dal più rassicurante editoriale a firma di Sergio Rizzo su etica pubblica e nuove regole: "Una promessa da mantenere".
Chi e perché ha cancellato il pezzo? La versione ufficiale del Corsera, più che mettere una pezza sulla stoffa strappata, alimenta il giallo. La direzione del Corsera dice infatti che si è trattato di un «errore tecnico». Secondo quanto spiega Ferruccio de Bortoli, la testata on line del "Corriere della Sera" ha riportato per alcune ore l'articolo di Ernesto Galli della Loggia che la direzione aveva deciso di rinviare di un giorno per lasciare spazio all'editoriale di Sergio Rizzo sul disegno di legge anticorruzione, appena approvato dal governo. «Per lo stesso errore tecnico è stata inviata a Sky una bozza provvisoria della prima pagina, poi cambiata, che non è mai stata data alle stampe». E le copie del Corriere finite all'estero? Da via Solferino fanno sapere che il pezzo di Galli della Loggia sarà in pagina oggi «come d'intesa con l'autore».
La versione minimalista non convince fino in fondo. Qualcuno si è forse lamentato per l'inusuale durezza riservata dal solitamente prudente Corriere in versione de Bortoli al Pdl? Oppure è stato lo stesso de Bortoli, una volta letto il pezzo, a decidere di sostituirlo? I più scommettono sulla seconda ipotesi. A quanto pare ieri il direttore non era al giornale e ha scoperto solo nella tarda serata che Galli della Loggia era in pagina. De Bortoli avrebbe deciso di cancellare l'articolo, sperando magari di convincere il politologo ad ammorbire un po' il tono. Un'operazione che ovviamente ora non è più possibile, visto che l'editoriale è di dominio pubblico.
«La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe. Certo che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi», scrive Ernesto Galli Della Loggia. Che poi aggiunge: «Non era qualcosa di più, spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte è stata autorevolmente detto. Ma a quel che è dato vedere pare piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz'ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima Repubblica. E tra loro, schierati alla rinfusa, specie nel Mezzogiorno che in questo caso comincia dal Lazio e da Roma, gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli, nipoti, gente di ogni risma ma di nessuna capacità».
La fotografia del Pdl è impietosa, riporta un partito in preda e intrighi e congiure interne di cortigiani che si preparano al momento in cui «l'Augusto» lascerà il potere. Eccetto Fini che «si è sempre mosso allo scoperto, parlando ad alta voce».

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