PESCARA. «Rivendico il lavoro portato avanti nel 2002 alla guida della Gtm, quando mi sono dato da fare per l'approvazione di un sistema di trasporto pubblico locale (Tpl) elettrificato che coprisse l'intera area metropolitana per circa 25 chilometri suddivisi in 5 lotti. Al mio fianco c'era l'ex sottosegretario Nino Sospiri, anche lui a favore di un progetto che non ha niente in comune con l'attuale filovia dotata di pali e fili». Corre sul filo delle definizioni adottate in fase progettuale la replica dell'ex assessore Gianni Teodoro, che ieri ha partecipato allo sciopero della fame indetto dall'associazione Strada parco: «Il progetto filoviario lungo l'ex tracciato ferroviario», precisa, «fu bocciato nel 2001 dall'ex sindaco Pace, che si era opposto alla palificazione. Abbiamo dovuto rinegoziare il finanziamento al Ministero, abbandonare i fili e procedere a un sistema di trasporto pubblico caratterizzato dall'assenza di impatto sul paesaggio e sull'urbanizzazione. Tra le ipotesi prese in considerazione c'era il sistema Stream brevettato dall'Ansaldo». Il modello, sperimentato a Trieste, prevedeva l'utilizzo di un mezzo a cui la corrente elettrica proveniva da una piastra incollata al suolo, ma non è mai stato adottato. A sostegno della propria tesi Teodoro cita due lettere inviate alla Gtm da Luciano D'Alfonso, in cui si richiama l'attenzione sull'appalto di un'opera «che deve essere priva di strutture impattanti emergenti dal terreno». Di pali e fili si ricomincerà a parlare nel maggio 2006, quando Riccardo Chiavaroli, fresco di nomina alla guida del cda della Gtm, rimescola le carte e bandisce la gara d'appalto per l'attuale Filò. «Come mai non è stato dato seguito alle volontà del sindaco?», si chiede Teodoro, oggi vicino alle posizioni del fronte del no. Michele Russo, attuale presidente della Gtm, ribadisce le sue posizioni: «L'elettrificazione è l'unica soluzione possibile e anche la più ecologica. Quei cinque lotti esistono ancora, anche se al momento ne è stato appaltato solo uno».