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Pescara, 05/04/2026
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Data: 16/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Castiglione, attacco al Cresa «Dati difformi dalla realtà». La replica: «Siamo un’eccellenza, le nostre indagini sono certificate»

PESCARA - Che al vice presidente della Giunta regionale e assessore alle Attività produttive, Alfredo Castiglione, non fosse andato giù il rapporto del Cresa (leggi l'articolo) che ha svelato quali e quante siano le difficoltà di un’economia abruzzese in cerca di un rilancio troppo annunciato ma poco verificato, era palese già nelle dichiarazioni rilasciate al nostro giornale in cui Castiglione diffondeva ottimismo sullo stato dell’economia regionale e, soprattutto, annunciava l’intenzione di dotarsi di un nuovo centro di ricerche, un osservatorio in grado di raccogliere ed elaborare un numero di dati maggiore di quelli su cui fa affidamento il Cresa. Un’affermazione che è suonata come un’ingiusta scomunica per un centro di ricerche di consolidata affidabilità e di riconosciuta qualità com’è il Cresa. In pratica, se non viene confortato l’ottimismo dell’attuale governo regionale il Cresa va integrato, se non sostituito come soggetto di garanzia nelle analisi sullo stato dell’economia. Proprio una brutta cosa, letta così.
Si sperava si fosse trattato di frasi poco felici, dettate dall’irritazione del momento, dalla stizza, ma ieri Castiglione è tornato alla carica, prendendo spunto dai dati Istat che lodano l’Abruzzo per la sua performance nelle esportazioni, al terzo posto assoluto tra le regioni italiane: «I dati Istat confermano come la nostra regione stia uscendo dal tunnel della crisi, e forniscono un’immagine più positiva e foriera di ottimismo rispetto a quella evidenziata dall’indagine svolta dal Cresa. L’Istat testimonia, infatti, un incremento del 14,7% delle esportazioni rispetto all’anno precedente, contro la media italiana del 11,4%, con i comparti trainanti dell’automotive e dell’agroalimentare, ponendo l’Abruzzo come terza regione d’Italia per incremento dell’export. L’indagine, che evidenzia dati provinciali al di sopra della media regionale per la provincia di Chieti, denota segnali positivi anche per Pescara e Teramo con incrementi più contenuti per L’Aquila. D’altro canto bisogna dire che le grandi imprese stanno trainando, anche grazie all’export, tali processi di sviluppo, mostrando di fatto una migliore capacità di recupero rispetto ai dati dell’export del periodo pre-crisi. Le piccole e medie imprese, invece, mostrano capacità inferiori di propensione all’export e per esse la strada da percorrere è rappresentata dalla necessità di introdurre innovazione nella propria organizzazione e di fare rete, sistema anche con la grande impresa». Dichiarazioni cui segue la celebrazione dell’amministrazione regionale e delle politiche che mette in campo, come ormai d’abitudine. E’ umano che ogni amministratore pubblico lodi il suo operato, anche se magari si preferirebbero approcci più sobri e meno enfatici come sta avvenendo da quando si vedono nemici dappertutto (ma le critiche bisogna accettarle, fanno parte della dinamica democratica, eppure in Abruzzo risulta difficile comprenderlo, peraltro non da oggi e però particolarmente oggi), meno comprensibile è che per far questo si sminuisca il valore di un istituto di pregio qual è il Cresa. Leggete cosa dice ancora Castiglione: «Sembra evidente come, dalla lettura di rapporti diversi sull’economia che vengono prodotti a vario titolo, si riscontri una certa difformità dei dati rispetto alla realtà. E’ mia intenzione istituire un Osservatorio sull’economia reale che prenda a riferimento un contesto produttivo più ampio di quello attualmente campionato», ribadendo dunque l’intenzione annunciata ieri al nostro giornale e aggiungendo l’espressione «difformità dei dati rispetto alla realtà» per bacchettare ulterormente il Cresa.
Il presidente e il direttore del Cresa, Lorenzo Santilli e Francesco Prosperococco, evitano polemiche ma non nascondono la loro amarezza: «La Regione, nella sua autonomia, può fare quello che vuole. Ricordiamo solo che il Cresa è un’eccellenza abruzzese, che è di proprietà delle Camere di commercio e che le sue indagini sono certificate. Ci dispiace se il risultato della nostra indagine non ha incontrato le aspettative dell’assessore, se non ha confortato le politiche messe in atto dall’attuale amministrazione regionale ma noi siamo solo ricercatori, non facciamo politica e basiamo il nostro lavoro su analisi approfondite condotte su un campione che si è sempre mostrato rappresentativo della realtà imprenditoriale abruzzese». Tutto qui. Una risposta chiara e sobria, che rivendica e merita rispetto.


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