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Pescara, 11/04/2026
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Data: 19/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Una battuta poco felice, mi aspetto le scuse ufficiali da Di Primio di Luigi Albore Mascia (*)

Dal sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia riceviamo un intervento sul caso Di Primio-Zeman (leggi) che di seguito pubblichiamo.

Una battuta poco felice, sicuramente sopra le righe, che non ci si aspetterebbe da un rappresentante delle Istituzioni, perché non ha colpito una Città, ma ha offeso un uomo, una persona, un protagonista straordinario del mondo dello sport, non perché alleni la squadra del Pescara, ma perchè da anni ha il coraggio di portare avanti una battaglia per riportare ordine nello sport.
E’ quella “scappata” all’amico e collega Umberto Di Primio, sindaco di Chieti, generando una polemica che, come ho già avuto modo di dire in circostanze ben più “serie”, non mi appassiona, ritenendo superata la guerra di campanile. Penso si possa considerare, quello del sindaco Di Primio, uno“scivolone”, il «bello della diretta», e penso che come tale vada archiviato, sicuramente con delle scuse ufficiali e dovute all’uomo Zeman, ma pensando, d’ora in avanti, alla ripresa economica, culturale e civile dell’Abruzzo.
Negli ultimi ho la strana sensazione che si stia cercando di tornare ai tempi dei Guelfi e Ghibellini, Montecchi e Capuleti o peggio di Don Camillo e Peppone. Su ogni problematica si tenta di rinverdire una vecchia lotta di campanile, autentici derby tra Chieti e Pescara, scindendo l’Abruzzo come ai tempi del Regno di Napoli. Un atteggiamento che fa più sorridere che agitare gli animi. Tale acrimonia non appartiene a Pescara né ai pescaresi: Pescara è la città che per tre anni ha accettato di ospitare i rifiuti del Teramano, in difficoltà dopo il crollo di una discarica, senza mai tentare di sollevare barricate o guerre territoriali.
E questo proprio perché amo la mia città, e amo la mia regione e sono consapevole che lo sviluppo di una delle quattro province non può avvenire sulle spalle o a discapito delle altre tre.
Pescara è la città che si è fatta in quattro in occasione del terremoto di L’Aquila, mandando la nostra Protezione civile a scavare tra le macerie per salvare i nostri fratelli, aprendo ogni nostra struttura per ospitare gli sfollati, tanto che molti aquilani oggi hanno scelto di restare nella nostra città in attesa di ricostruire L’Aquila, e hanno scelto Pescara proprio per la sua capacità di dare ospitalità.
Pescara è una città che da anni ha saputo garantire la convivenza con una comunità Rom integrata, combattendo contro le mele marce che però, è bene ricordarlo, non sono solo tra i Rom, ma sono ovunque. Pescara e la sua Amministrazione Comunale sono quelle che hanno avviato un rapporto di collaborazione urbanistica con il governo di San Giovanni Teatino per la promozione di uno sviluppo sociale armonico dei nostri territori confinanti. Pescara è la città della solidarietà unanimemente riconosciuta, avendo superato da anni un campanilismo sterile che non è amore per la propria città, e non intendiamo retrocedere di un passo rispetto a tale percorso di crescita e maturazione compiuto dal mio territorio.
Certo dispiace che appena una settimana fa ci si sia visti sbattere la porta in faccia dinanzi all’emergenza rifiuti che riguardava non Pescara, ma l’intera provincia e la stessa regione. Ma, al di là dell’impossibilità di comprendere istituzionalmente quell’atteggiamento, Pescara è andata oltre e ha superato quell’emergenza, non lasciando i propri rifiuti in strada neanche per un minuto o un’ora, e lì ho dimostrato con i fatti concreti di amare la mia città, non semplicemente facendo le barricate.
Oggi dispiace di vedere tale muro contro la mia città, ma soprattutto contro un uomo, Zeman, che sarebbe riduttivo considerare solo l’allenatore del Pescara. Zeman è un uomo che ha dato tanto e continuerà a dare molto non a Pescara, ma all’intero mondo dello sport dove ha avuto il coraggio di mettersi anche contro i “poteri forti” con una battaglia tesa a salvare lo sport più vero e autentico. E onestamente ritengo, non da sindaco, ma da uomo, che il collega Di Primio dovrebbe inviare le proprie scuse a Zeman per averlo definito “Rom”, attribuendo, evidentemente una connotazione negativa a tale termine.
Ma, non credo sia utile ad alcuno rimarcare eventi e parole che devono essere scappate inconsapevolmente al collega Di Primio, forse infervorato dal clima di tifo da stadio di uno studio televisivo. Ai miei cittadini, ai tifosi dei biancazzurri, suggerisco di passare oltre quello che null’altro è se non un incidente, poco gradevole ma comprensibile, e di continuare in quel percorso di maturità di cui abbiamo sempre dato prova. E, non per ultimo, se il Pescara andrà nella massima serie, sarà un piacere avere come ospite della nostra festa il collega Di Primio e tutti quei cittadini di Chieti che gradiranno prendere parte alla gioia dell’Abruzzo intero.

(*) SINDACO DI PESCARA

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