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Pescara, 18/12/2018
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Data: 04/09/2017
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tra Tua e sindacati si inasprisce la vertenza. Rolandi (Filt Cgil): «Certo che il nostro è uno sciopero politico. Non siamo un sindacato obbligato a dire sì a chi governa la regione o il paese: è stato così tre anni fa con la giunta Chiodi, sarà così oggi con quella D’Alfonso».

PESCARA «Certo che il nostro è uno sciopero politico. Non siamo un sindacato obbligato a dire sì a chi governa la regione o il paese: è stato così tre anni fa con la giunta Chiodi, sarà così oggi con quella D’Alfonso». Franco Rolandi, segretario regionale della Filt-Cgil, ricorda le «ragioni storiche » che sono alla base dello sciopero del trasporto pubblico locale indetto per il 15 settembre in Abruzzo. A cui si è aggiunta l’ultima novità: l’intenzione della Regione di affidare in house il ramo commerciale di Tua, operazione che sarà conclusa entro fine mese, come previsto dalla Riforma Madia nell’ambito del riordino delle società partecipate.
La Cgil non si preoccupa di aver rotto il fronte sindacale con le altre sigle (Cisl, Uil e Faisa-Cisal) che si sono dissociate dalla proclamazione dello sciopero: «In realtà - spiega Rolandi - con la cessione di un ramo d’azienda di Tua a Sangritana spa, si fa un grande salto indietro rispetto a quanto previsto dalla riforma. Si torna allo “spezzatino” del passato, penalizzando tra l’altro servizi essenziali per l’utenza pendolare, ad esempio sulla tratta Roma- L’Aquila e Roma-Teramo che, rispetto a Pescara, non hanno altre alternative di mobilità per ciò che riguarda il trasporto pubblico. Si distribuiscono nuovi incarichi - insiste Rolandi - con la creazione di una ulteriore struttura direzionale, esattamente l’opposto di ciò che è stato immaginato con la nascita della società unica: torniamo indietro duplicando gli incarichi».
Quanto all’accusa di remare contro gli interessi dei 1.600 lavoratori di Tua (leggi l'articolo), la Cgil rispedisce la frecciata al mittente: «In realtà è l’esatto contrario, visto che la nostra idea era quella di consentire l’ingresso di altre aziende nella società unica, come Ama, Cerella, Sistema».
Per Rolandi non regge nemmeno il riferimento fatto dal consigliere delegato ai trasporti della Regione, Camillo D’Alessandro, ai precedenti richiami dell’Autorità per la concorrenza: «La sentenza dell’Agcom, che riguardava la ex Sangritana, è stata superata da nuove disposizioni di legge che prevedono la semplice separazione contabile delle attività commerciali, in alternativa a una separazione societaria».Una riforma poco gradita anche da Confindustria Abruzzo, per una volta alleato di Cgil sullo stesso fronte.

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